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Come difendersi

La prima cosa da fare è eliminare il pensiero, che Vi accompagnerà sempre,  di abbandonare il posto di lavoro, soprattutto se non si ha ancora una valida alternativa di occupazione.

Occorre reagire agli attacchi. Si deve cercare di rispondere ai tentativi di violenza in modo calmo, ma chiaro e deciso.

La prima cosa è fermarsi, calmarsi, riflettere per poi difendersi in maniera sistematica. 

Vi aiuterà scrivere un diario. Raccogliere tutte le prove possibili del presunto mobbing: note scritte con ordini di servizio (con eventuale demansionamento, trasferimenti ecc.), e-mail con i colleghi e i propri responsabili, registrazioni (di presunte molestie sessuali, minacce di trasferimento o licenziamento, ecc.) e qualsiasi altro materiale scritto che attesti una determinata situazione. Anche una mancata risposta ad una domanda fatta per iscritto può essere una prova della degenerazione dei rapporti. Annotare le date delle situazioni e dei comportamenti molesti.

Fare un dettagliato e cronologico resoconto dei sintomi psichici e fisici accusati e imputabili al presunto mobbing.

Recarsi tempestivamente presso le strutture pubbliche per la diagnosi e le cure del caso (Centri di Prevenzione).

Raccogliere qualsiasi documentazione medica,.

Attenzione ai tempi di astensione dal lavoro per malattia e soprattutto aspettatevi costanti visite fiscali inviate dal datore di lavoro. Ricordiamo che per i dipendenti pubblici, dopo la legge Brunetta, la reperibilità è per l'intera giornata, mentre per i dipendenti privati la reperibilità è dalle 10 alle 12  e dalle 17 alle 19.

Qualora dobbiate recarvi in orari di reperibilità da un medico, ricordatevi di farvi rilasciare certificato che attesti la vostra presenza in studio in quella giornata e in quelle ore in cui sareste reperibili. Vi servirà lì dove doveste presentarvi all'INPS per mancata reperibilità.

Comunque un periodo di cura e di riposo, anche un solo giorno, a volte è utile perché permette di allentare la tensione psicologica.

Rivolgersi a un legale esperto di lavoro e ancor meglio se ha già discusso cause di mobbing, o a chi può tutelarvi dal punto di vista legale e contrattuale. Se all’origine del disagio ci sono discriminazioni di genere o molestie sessuali, ci si può rivolgersi direttamente alla Consigliera di Parità Provinciale.